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24.10.2007

Bond Cerruti: condanna della Banca - Tribunale di Trani sentenza n. 800/2006

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Il Tribunale di Trani condanna Mps a risarcire sottoscrittori di bond Cerruti.

Dopo aver esaminato in dettaglio le caratteristiche di questo prodotto finanziario (l´assenza di rating, la redazione dell´offering in lingua inglese, l´emissione da parte di una società avente sede nel Granducato di Lussemburgo), il Tribunale ha disposto il risarcimento in favore dei risparmiatori, vittime di questo ennesimo default.

Motiva il Tribunale di Trani:

“Seppure risulta, infatti, dal contratto di acquisto dei titoli un visto del funzionario di banca “anche per l´adeguatezza dell´operazione”, deve considerarsi che tale giudizio è stato, però, successivamente contraddetto dallo stesso istituto di credito nel fissato bollato inviato agli investitori, in cui spicca la dicitura “operazione inadeguata per oggetto e dimensione”; in particolare, al ZZZ sono stati rilasciati, in giorni successivi, due fissati bollati con dichiarazione contraddittoria, non risultando infatti valutata in data 5/4/02 l´operazione, di uguale contenuto e dimensione (acquisto di titoli Cerruti per circa 13,000,,00) che in data 4/4/02, cioè il giorno prima, era stata valutata come inadeguata”.

Grande rilievo pone il Giudice tranese sulla valutazione di inadeguatezza riportata dalla banca nel fissato bollato.Così scrive in proposito:

“Ora, è indubitabile che tale documento – nel quale è contenuto, sulla base delle informazioni inserite nell´elaboratore della banca, il giudizio di inadeguatezza dell´operazione – costituisca confessione stragiudiziale ex art. 2735 c.c., relativamente alla non adeguatezza dell´operazione. La circos assume maggior rilievo laddove si consideri che la convenuta non ha provato di avere provveduto ad aggiornare le informazioni acquisite, onde poter esprimere valutazioni attuali e congrue sull´adeguatezza degli investimenti operati dai loro clienti e ciò in considerazione dell´eventualmente mutato profilo di rischio dal momento che la regola della c.d. “suitability” impone all´intermediario di “controllare le informazioni rilasciate dai clienti attraverso un processo dinamico, che non si esaurisce nell´apertura del rapporto, ma che richiede necessari aggiornamenti” (cfr. Comm. CONSOB DI/98087230 del 6-11-1998).”.

Il testo integrale della sentenza, come al solito, è liberamente scaricabile cliccando su “scarica file”.

Per approfondimenti, su questo sito al link:

http://it.youtube.com/watch?v=_N8Nha-0qmA

Massimo Melpignano

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