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13.09.2017

Intermediazione finanziaria. Bond Argentina

Altra pronuncia della Corte di Appello per un altro caso di responsabilita' dell'intermediario finanziario nel proporre prodotti non adeguati al profilo dell'investitore

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Intermediazione finanziaria. Bond Argentina

 Estratti della sentenza

 

  • La violazione degli obblighi di informazione che attengano al singolo negozio o ordine di investimento, che quindi segua il contratto quadro, rileva sotto il profilo di responsabilità contrattuale - e non precontrattuale, e costituisca grave inadempimento tale da condurre alla pronuncia di risoluzione del contratto stesso.

  • L'intermediario ha l'obbligo di assicurarsi che le informazioni siano sufficienti ed adeguate al cliente, di modo che la singola operazione possa ritenersi idonea per il suo profilo, ha il dovere di astenersi da proporre ed eseguire operazioni inadeguate al cliente, salva ripetizione scritta dell'ordine, in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. Nel caso in esame l'assolvimento di tale obbligo è mancato da parte della banca, e tanto è stato accertato dal Tribunale.

  • I titoli in questione si sono rivelati immediatamente a rischio, opache anche per livello e modalità di collocamento, attraverso le offering circulars normalmente in lingua inglese, la valutazione di rating a livello di obbligazioni speculative e non garantite (da B1 a BB nelle varie agenzie all'agosto 2000), con tassi di rendimento altissimi, che peraltro solo per un soggetto con un minimo di esperienza potevano essere indicativi di prodotto a rischio, mentre l'investitore professionale o l'intermediario non potevano ignorare il livello di rischio, alla stregua di Junk bond dei titoli suddetti, che, invero, in pochi mesi hanno visto pressochè azzerare il loro valore con un vero e proprio default dell'emittente.

  • Il venir meno agli obblighi precipui dell'intermendiario costituisce grave inadempimento del contratto di acquisto di strumenti finanziari sì da ritenerne la risoluzione e la conseguente richiesta restituzione delle somme investite secondo i principi stabiliti nella sentenza Sez. Un. 26724 del 23.10 - 19.12.2007, secondi cui la "violazione dei doveri dell'intermediario riguardanti invece la fase successiva alla stipulazione del contratto d'intermediazione può assumere i connotati di un vero e proprio inadempimento (o non esatto adempimento) contrattuale: giacchè quei doveri, pur essendo di fonte legale, derivano da norme inderogabili e sono quindi desinati ad integrare a tutti gli effetti il regolamento negoziale vigente tra le parti. Ne consegue che l'eventuale loro violazione, oltre a generare eventuali obblighi riarcitori in forza dei principi generali sull'inadempimento contrattuale, può, ove ricorrano gli estremi di gravità postulati dall'art. 1455 c.c., condurre anche alla risoluzione del contratto d'intermediazione finanaziaria in corso".

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